Chiedi a Riot

Fate una domanda su LoL o su Riot e noi cercheremo di rispondervi. Le risposte vengono pubblicate ogni due giovedì alle 22:30

Cosa vuoi sapere?

Qualcosa è andato storto. Prova a chiedere di nuovo.

Grazie per aver inviato una domanda!

Articolo successivo

Kai’Sa

Ecco come il concetto di "ADC del Vuoto" si è incarnato nella figlia del Vuoto.

Di DyQuill

Quando il suo mondo non venne ridotto ad altro che a predatori contro prede, Kai’Sa sopravvisse. Nonostante gli anni passati sul ciglio del Vuoto, è riuscita sempre a resistere alla corruzione e alla consunzione dell’inabitabile minaccia viola. Tuttavia, per quante creature spaventose riesca a sconfiggere, la sua lotta per la sopravvivenza non ha mai fine.

La figlia del Vuoto è avvolta da una seconda pelle simbiotica, un parassita trasformatosi in bio-armatura che l’avrebbe già consumata da tempo, se lei non si occupasse di nutrirla costantemente. Anche se è tuttora braccata da innumerevoli orrori, ha imparato empiricamente a rendere sempre più efficaci le proprie abitudini alimentari. Sia come personaggio che come campione, Kai’Sa non ha che un ruolo: un bersaglio vulnerabile che è allo stesso tempo un predatore letale.

LA PREDA È DIVENTATA IL CACCIATORE

“Non avrei mai pensato che potesse funzionare”, rivela Jeevun “Riot Jag” Sidhu. “Il termine ‘carry assassino’ fa piuttosto paura. Mi aspettavo che da un momento all’altro qualcuno mi dicesse di piantarla con queste idee.”

L’obiettivo era creare un tiratore aggressivo in grado di combattere in duello a viso aperto. La sua rivoluzione sarebbe stata la capacità di forzare gli ingaggi e iniziare scontri al momento più opportuno per sé; per dirla in termini di design del gameplay, un campione a “elevata operatività”.

Kai’Sa aveva bisogno di un kit che non le fornisse solo opzioni, ma che la ponesse di fronte a delle scelte. “Il segno distintivo di un buon carry è saper scegliere i bersagli in maniera oculata”, continua Riot Jag. Solitamente, i tiratori lo fanno a distanza di sicurezza, attaccando da lontano come cecchini. Kai’Sa invece può dimostrare di essere molto più di un semplice campione da corsia inferiore che fa kiting e rimane lontano dal centro dell’azione.

Studio tematico per un generico "ADC del Vuoto"

Grazie alla sua suprema, Kai’Sa può essere letteralmente in qualsiasi luogo durante uno scontro di squadra, cosa che la contraddistingue enormemente da tutti gli altri ADC. Il vostro alleato Maokai ha appena usato Avanzata turbinante per raggiungere le retrovie nemiche? Kai’Sa può sfruttare la cosa all’istante, penetrando assieme a un compagno ed eliminando qualsiasi campione tanto sfortunato da venir colpito dall’effetto di controllo. Tuttavia, questo tipo di mobilità ha un prezzo.

“Credo sia il primo campione da cinque anni a questa parte a non avere propri effetti di controllo”, dice Riot Jag. “Infligge danni e basta.” Per non parlare del fatto che ha diversi modi per entrare in un combattimento ma nessuna via per uscirne.

È proprio questo elemento ad aver rimosso l’aura di terrore dal termine “ADC assassino”. Kai’Sa è costretta a superare in astuzia gli avversari usando agilità e pianificazione, anziché cercando di abbatterli con forza bruta e raffiche di danni più elevate.

UNA NUOVA VISIONE PER IL VUOTO

Nonostante fosse già noto che il prossimo tiratore avrebbe avuto una configurazione incentrata esclusivamente sull’attacco, nessuno aveva mai pensato che potesse venire dal Vuoto.

“Abbiamo considerato per qualche tempo un entità proveniente da Zaun che drenasse l’essenza vitale”, racconta Willem “Riot Tokkelossie” van der Schyf.  “Tuttavia, ogni elemento di questo campione emanava un’aura da cacciatore, quindi aveva senso renderlo un vero e proprio predatore. E il Vuoto sembrava un’ottima analogia per illustrare tale istinto animale.”

Studi per il campione: un ex Purificatore, un "vampiro" e un umano affetto da un virus del Vuoto.

Mentre il team studiava le possibili origini della sua natura predatoria, è nata un’idea che si amalgamava perfettamente allo stile di gioco aggressivo desiderato: quella di un “jetpack del Vuoto”. Non solo aveva una sagoma distintiva e riconoscibile, ma contribuiva a dare un’immediata sensazione di potenza e velocità.

L’idea del jetpack ha aiutato a rendere più chiara questa particolare incarnazione del Vuoto in un campione più agile che brutale.

“Per il suo aspetto ci siamo basati su una forma vettoriale. Il suo corpo ricorda molto una parentesi uncinata, una freccia che punta in avanti”, prosegue Riot Tokkelossie. “Ogni suo elemento comunica un’idea di movimento.”

Progetto rifinito del "motore"

Il problema successivo era ciò con cui avrebbe dovuto sparare.

Il team ha valutato diversi tipi di armi che protrudevano dalle sue mani, incluso un fucile del Vuoto fatto della stessa biomassa della sua tuta, ma la forma tozza non si adattava ai movimenti sinuosi e al design simmetrico di Kai’Sa. Inoltre, un fucile non rappresentava certo un approccio originale per il ruolo di tiratore.

“Non volevamo darle una vera e propria arma da fuoco”, afferma Riot Tokkelossie. “Con lei avevamo l’opportunità di creare qualcosa di diverso dagli altri ADC.” Alla fine, il team ha si è accordato su armi create con cristalli del Vuoto formatisi dall’energia che scorre nel carapace posto nella parte inferiore del corpo di Kai’Sa.

Autentico cristallo del Vuoto puro al 100%

In più, il team voleva che trasparisse da Kai’Sa un differente “grado di Vuoto”.

“Sapevamo che sarebbe stata un’umanoide, non un mostro”, spiega Michael “CoolRadius” McCarthy. “Abbiamo già dei mostri nati nel Vuoto e persone con mente e corpo corrotti dal Vuoto. Questa volta volevamo creare una sopravvissuta.”

Una visione umana del Vuoto raccontata dalla prospettiva di una sopravvissuta: questo divenne il pilastro centrale del design di Kai’Sa, assieme al trauma dell’abbandono e della continua lotta per la sopravvivenza.

Studio del fucile del Vuoto

“Ho fatto numerose ricerche sulla mentalità dei sopravvissuti e su come si possa far fronte a traumi estremi”, continua CoolRadius. “Questi eventi possono ridurti all’ombra di ciò che eri, ma quelli che ce l’hanno fatta a uscirne non hanno permesso che il trauma gli togliesse tutto. Si sono aggrappati a qualcosa.”

Inizialmente Kai’Sa era una vittima, rimasta quasi sopraffatta dal Vuoto, ma è riuscita a resistere e ad adattarsi perché si rifiutava di rinunciare alla sua umanità. È riuscita a sfruttare il suo conflitto interiore per alimentare il suo potere, trasformando le creature ostili in un’armatura e trovando un certo equilibrio accettando ogni parte di sé. Il suo corpo era quello di un mostro, ma aveva ancora la sua umanità.

“Se la tuta e la maschera del Vuoto fossero state un elemento permanente, avrebbe dato l’idea di aver perso la sua identità”, prosegue Riot Tokkelossie. “Volevamo che avesse la possibilità di scegliere quando attingere a tutto il suo potere e quando nascondere quella parte di sé.” 

UN SUONO VIOLACEO

L’elemento più evidente di questa scelta è il suo elmetto. Costruito con la stessa tecnologia degli amplificatori di DJ Sona, l’elmetto di Kai’Sa si attiva automaticamente quando usa il suo scatto, e può anche essere attivato o disattivato a suo piacimento. Quando la maschera è attiva, lo è anche il predatore.

00:00

Maschera sì, maschera no.

“Sembra davvero di essere nei suoi panni”, afferma Brandon “Riot Sound Bear” Reader. Dato che la sua pelle è una creatura vivente del Vuoto, quando Kai’Sa indossa l’elmetto la sua voce assume una tonalità molto più vicina agli altri campioni del Vuoto, con cui condivide una certa qualità sonora.

“Ha un sound molto rotondo e viola”, commenta a tal proposito Riot Sound Bear. Questo significa che i suoi effetti tendono ad essere più cupi, profondi e ricchi di tonalità basse. Un suono rosa, in confronto, ha molta più presenza nelle frequenze medie.

“Ricorda un laser, ma invece di essere affilato e statico è appiccicoso e viscoso. È più gutturale”, aggiunge.

Usare suoni simili per campioni provenienti da una stessa regione non aiuta solo la coesione tematica, ma crea una base su cui è possibile costruire, rielaborare e trasformare. “Ho persino riutilizzato alcuni effetti dell’occhio di Vel’Koz durante il richiamo base”, spiega Riot Sound Bear. “Li ho trasformati negli effetti di movimento generale di Kai’Sa.”

00:00

Prima erano i movimenti di un occhio, ora sono i movimenti di Kai’Sa.

Trovare la versione del suono del Vuoto più adatta a Kai’Sa ha richiesto molta sperimentazione, prove… e incidenti.

“Una volta ho premuto per sbaglio il tasto del registro basso con il mignolo finendo per applicare un filtro plugin che ha creato un fantastico crescendo di bassi”, rivela Riot Sound Bear.  “Ora quell’effetto è legato al quinto colpo della sua abilità passiva.”

00:00

L’incidente e il sound finale.

Combinare tutti questi effetti crea un ritratto sonoro adatto sia al predatore del Vuoto che all’umano al suo interno.

“Spero che i giocatori riescano a immedesimarsi in questa mentalità”, conclude Riot Sound Bear. “Devo vedermela con il Vuoto. Queste sono le mie armi. Come posso sopravvivere?”

Sta a voi trovare la risposta.

Articolo successivo

/dev: Strumenti non convenzionali e nuovi spartiti musicali